La tarma, di solito, è l’ultima cosa che si vede. Prima arriva il buchino sul davanti del maglione di cashmere, proprio dove non si può nascondere, oppure la chiazza spelacchiata sul tappeto sotto il letto che tutti giurano non ci fosse l’inverno scorso. Quando finalmente compare una delle colpevoli, una farfallina color paglia che preferisce sgattaiolare nell’ombra piuttosto che volare, le sue larve mangiano già da mesi. Per questo, quando ci chiedono come liberarsi dalle tarme dei vestiti, la nostra risposta comincia da un punto un po’ inatteso: lasciate perdere la tarma che avete visto e andate a cercare quelle che non avete visto.
In breve
- Le tarme adulte non mangiano: il danno lo fanno le larve, che si nutrono di lana, cashmere, pelliccia, feltro, piume, seta e cuoio, e cominciano dai tessuti sporchi.
- Cercate buchi, ragnatele setose, piccoli astucci ed escrementi sotto i colletti, nelle tasche e nelle pieghe, sotto tappeti e mobili pesanti, in soffitta, nei nidi e nei camini.
- Congelate quello che non si può lavare: chiuso in un sacchetto a −18 °C per almeno due settimane, poi lasciato chiuso un giorno perché la condensa resti fuori.
- Le trappole ai feromoni attirano solo i maschi: dicono dove sono le tarme ma non le eliminano. Lavanda e cedro allontanano gli adulti per tre mesi al massimo e non toccano le larve.
- Riponete la lana pulita, in sacchetti chiusi o scatole con coperchio, scuotete ogni mese i capi appesi e aspirate spesso il fondo degli armadi e i bordi della moquette.
Non è la farfallina a mangiare il maglione
Le tarme adulte non mangiano niente, e quasi tutti lo scoprono con stupore. Il loro unico compito è accoppiarsi e deporre le uova su qualcosa di lana, in un angolo buio dove nessuno le disturbi. Il danno lo fanno le larve, piccoli bruchi color crema lunghi al massimo poco più di un centimetro, che sanno digerire la cheratina, la proteina di cui sono fatti i peli. Quindi lana, cashmere, pelliccia, feltro, piume e seta, e anche il cuoio. Cotone e sintetici di solito vengono risparmiati, a meno che non siano misti lana o sporchi di cibo e di sebo.
Quest’ultimo dettaglio conta più di tutto il resto. English Heritage, che combatte le tarme di mestiere in dimore molto antiche, fa notare che le parti macchiate di un tessuto vengono attaccate prima di quelle pulite lì accanto. Il maglione messo una sera e rimesso nel cassetto perché “non era sporco”, per una larva è una cena servita con la tovaglia buona. In una casa normale una generazione dura circa un anno, ma al caldo dei termosifoni possono essercene fino a tre, ed è così che un piccolo problema di marzo diventa, a Natale, un armadio intero.
Come riconoscere le tarme dei vestiti, e dove si nascondono
I buchi sono il segnale più ovvio, insieme alle zone consumate e ai tappeti dove il vello se n’è andato a chiazze. Guardando meglio si trovano spesso sottili ragnatele setose sulla superficie del tessuto, piccoli tubicini in cui vivono le larve (una specie comune se lo porta perfino dietro, l’astuccio, fatto con le fibre che ha mangiato) e gli escrementi: granelli minuscoli, spesso dello stesso colore della lana da cui vengono.
Alle larve piacciono il buio e la tranquillità, quindi è lì che si cerca. Sotto i colletti, dietro i revers, dentro le tasche, negli orli dei pantaloni e lungo le pieghe di tutto ciò che sta piegato. Sotto i tappeti e i mobili pesanti che non si spostano mai, lungo i bordi della moquette dove l’aspirapolvere non arriva, nelle imbottiture capitonné e nei cuscini di piuma. E più lontano, nei posti a cui nessuno pensa: un vecchio nido d’uccello nel sottotetto, un camino ostruito, la coibentazione di lana attorno a un tubo in soffitta. Una casa può essere impeccabile al piano terra e avere un asilo di tarme due piani più su.
Un’ultima verifica prima di dichiarare guerra. In italiano chiamiamo “tarme” anche le farfalline della dispensa, che però con i vestiti non c’entrano: le tarme dei tessuti evitano la luce, quindi quella che gira attorno alla lampada alle undici di sera viene quasi sempre da un pacco di farina dimenticato in cucina, ed è un altro problema con un’altra soluzione. E le larve dei dermestidi, piccoli coleotteri, lasciano danni molto simili a quelli delle tarme, avvertono gli entomologi dell’Università del Kentucky: se riuscite a catturare la colpevole, guardatela bene.
Dall'Academy
Come lavare, lucidare, stirare e riporre argenti, cristalli, porcellane, biancheria e tessuti pregiati senza rovinarli piano piano.
Vedete la guida: La cura delle cose prezioseCome eliminare le tarme in una settimana
Scegliete una giornata asciutta, perché deve uscire tutto. L’armadio o la cassapanca si svuotano completamente, ogni cassetto e ogni ripiano, e ogni capo che esce va in uno di tre mucchi: intatto e pulito, indossato e da lavare, oppure visibilmente mangiato. Tutto quello che finisce nel secondo o nel terzo mucchio entra subito in un sacchetto di plastica chiuso, prima di attraversare la casa, così nessuna larva si fa un viaggio gratis nella stanza accanto.
Poi il mobile vuoto riceve l’aspirapolvere più accurato della sua vita, con la bocchetta a lancia lungo ogni giunto, angolo e guida, e insieme a lui i bordi della moquette e il pavimento sotto. Sembra fin troppo semplice, ma secondo le linee guida di English Heritage aspirare con regolarità fa più di qualsiasi altra cosa per impedire alle tarme di moltiplicarsi. Il contenuto del sacchetto o del contenitore va chiuso in una busta e portato subito nel bidone fuori, altrimenti avete solo trasferito la colonia nel ripostiglio.
Freddo, lavaggio e lavaggio a secco
Per tutto quello che non si può lavare a caldo (cashmere, quasi tutta la maglieria, un cappello di feltro, un collo di pelliccia) il congelatore è il rimedio più sicuro che conosciamo. Si chiude il capo in un sacchetto di plastica, si fa uscire l’aria e lo si lascia a −18 °C per almeno due settimane, che è la soglia indicata da English Heritage per uccidere tutti gli stadi, uova comprese. Quando esce, il sacchetto resta chiuso almeno un giorno, così la condensa si forma fuori dalla plastica e non sulla lana.
Anche il lavaggio a caldo e il lavaggio a secco uccidono uova e larve, e lo stesso fa il calore dell’asciugatrice, ma “caldo” e “cashmere” nella stessa frase non dovrebbero proprio stare. Comanda l’etichetta, sempre, e quello su cui avete dubbi va da una buona tintoria. Tappeti, imbottiti e tutto ciò che non entra in un congelatore sono un lavoro per i professionisti, che usano celle frigorifere o trattamenti a caldo controllato.
Trappole, lavanda, cedro e naftalina: cosa fanno davvero
Le trappole ai feromoni sono cartoncini adesivi che profumano di tarma femmina, e sono bravissime in quello per cui sono fatte: dirvi da dove arrivano le tarme e se la situazione sta migliorando. Una cura, però, non sono. L’esca attira solo i maschi di una specie, quindi le femmine continuano a deporre le uova, e una trappola piena è un’informazione, non una vittoria.
Lavanda e palline di cedro allontanano un po’ le tarme adulte, in uno spazio chiuso, per tre mesi al massimo prima di andare sostituite, e non fanno assolutamente nulla alle larve già nella lana. Gli armadi e i bauli di cedro, osservano gli entomologi del Kentucky, raramente chiudono abbastanza bene da trattenere una concentrazione utile di olio. Quindi tenete pure la lavanda per il profumo, ma non scambiatela per una serratura. La naftalina nelle nostre case non entra: l’odore impregna tutto, e molte delle vecchie formulazioni oggi sono vietate o sconsigliate. Gli insetticidi hanno un posto piccolo, lungo i bordi della moquette e nelle fessure del parquet, meglio se applicati da una ditta di disinfestazione; lo spray nell’aria uccide qualche adulto in volo e non raggiunge mai le larve, e sui vestiti non va spruzzato niente.
Conservare lana e cashmere perché non tornino
Prima si lava, sempre, anche se il capo è stato indossato una volta sola, anche se sembra a posto, perché la macchia è proprio il punto che le larve troveranno. Poi in sacchetti chiusi (quelli sottovuoto sono ideali) o in scatole con un coperchio che chiude davvero, che per quanto abbiamo visto è il singolo cambiamento che salva più maglioni. I cappotti e gli abiti di lana appesi vanno scossi o spazzolati almeno una volta al mese, perché le tarme detestano essere disturbate e un capo che si muove spesso è un nido molto meno invitante.
Le stanze di cui preoccuparsi sono quelle che non usa nessuno: l’armadio delle coperte di riserva, il guardaroba della casa al mare, il plaid di lana piegato ai piedi del letto degli ospiti da Pasqua. Se state preparando una stanza rimasta vuota per mesi, la nostra guida su come preparare la camera degli ospiti comincia proprio da questo controllo, e quando chiude la casa intera per l’inverno, i tessuti hanno il loro capitolo in come chiudere la casa delle vacanze.
Una routine contro le tarme per una casa vissuta
Niente di tutto questo funziona una volta sola. Nelle case che seguiamo la lana appesa si scuote e le trappole si controllano una volta al mese, il fondo degli armadi e i bordi della moquette si aspirano con la bocchetta a lancia nel giro settimanale, e i capi di lana che resteranno fermi tutta l’estate si lavano, si chiudono nei sacchetti e, al minimo dubbio, si congelano prima che arrivi il caldo. Una volta l’anno qualcuno sale in soffitta a cercare nidi d’uccello, e i camini aperti si puliscono ogni anno o due: English Heritage raccomanda entrambe le cose, ed entrambe si dimenticano con facilità. Come tutto questo si incastra con il resto delle pulizie lo trovate nel piano delle pulizie per una casa grande.
Come lavare ogni fibra, una tabella delle macchie, il cashmere, la seta e le tarme sono in La cura delle cose preziose, e piegare e riporre un guardaroba perché resti in ordine ha la sua guida illustrata, Wardrobe, Linen & Valeting. Se preferite che sia qualcun altro a tenere d’occhio armadi, biancheria e soffitta, fa parte della nostra gestione della casa. In ogni caso, raccontateci la vostra casa.
Domande
Qual è il modo più rapido per eliminare le tarme dei vestiti?
Svuotare l'armadio, chiudere in sacchetti tutto ciò che è sospetto, aspirare ogni angolo e i bordi della moquette, poi congelare, lavare o portare in tintoria ogni capo colpito secondo l'etichetta. Il freddo funziona a −18 °C per almeno due settimane, con il capo chiuso in un sacchetto.
Le trappole per tarme le eliminano?
No. Le trappole ai feromoni attirano solo i maschi di una specie, quindi servono a capire da dove arrivano le tarme e se la situazione migliora. Le femmine continuano a deporre uova, quindi pulizia e trattamento vanno fatti comunque.
La lavanda tiene lontane le tarme?
Solo in parte. Lavanda e cedro allontanano le tarme adulte in uno spazio chiuso per un massimo di tre mesi e non hanno effetto sulle larve già nel tessuto. Riporre i capi puliti in sacchetti o scatole chiuse è molto più efficace.
Perché le tarme mangiano il cashmere e non il cotone?
Le larve delle tarme dei tessuti digeriscono la cheratina, la proteina dei peli, quindi lana, cashmere, pelliccia, seta e piume sono cibo. Cotone e sintetici vengono attaccati raramente, a meno che non siano misti lana o sporchi di cibo o di sebo.
Scriviamo il Journal dal nostro lavoro nelle case private in Italia e in Svizzera. Ogni casa ha le sue regole: prendete ciò che si adatta alla vostra e chiedeteci il resto.
Liorènne House
Gestiamo la casa e ne fissiamo le routine, compresa la cura di argenti, cristalli e biancheria, con il vostro personale.
Fonti
Una visita
Due giorni in casa
Una visita, una diagnosi onesta e un House Book scritto, perché la casa funzioni bene con noi o senza di noi.
Chiedere una visita





