Di solito il dubbio arriva con le buste. Gli inviti sono stampati, la calligrafa aspetta l’elenco e qualcuno, in casa, chiede: “All’ambasciatore scriviamo Eccellenza o no? E il cardinale, Eminenza o Eminenza Reverendissima?”. Questa guida spiega come rivolgersi a un ambasciatore, a un duca inglese, a un cardinale e agli altri ospiti che una casa privata in Italia o in Svizzera può trovarsi a ricevere, a voce e per iscritto. È la versione che usiamo noi, con le fonti in fondo. Una regola viene prima di tutte le altre: chiedete alla segreteria dell’ospite.
In breve
- Prima di tutto chiedete alla segreteria dell'ospite: i manuali danno la forma corretta, la segreteria quella che la persona usa davvero.
- All'ambasciatore si dice "Eccellenza" una volta, al saluto, poi "Ambasciatore" o il cognome. Il titolo vale nel Paese di accreditamento, e il coniuge non ne ha.
- Un duca inglese è "Duke" per i suoi pari e "Your Grace" per il personale; gli altri pari sono "Lord" o "Lady" seguiti dal titolo.
- Il cardinale è "Eminenza", il vescovo "Eccellenza"; il sacerdote diocesano è "Don" con il nome di battesimo.
- In Svizzera niente "Eccellenza" per le autorità del Paese: un consigliere federale è "Signor Consigliere federale", "Herr Bundesrat" in tedesco.
Prima di ogni regola: chiedere alla segreteria
Ogni ospite di un certo rango ha qualcuno che ne tiene l’agenda: un segretario particolare, una cancelleria d’ambasciata, un capo di gabinetto, il segretario del vescovo. Basta una mail per sapere come preferisce essere chiamato, e quella persona gradisce mille volte di più una domanda prima che una correzione dopo. I manuali danno la forma corretta. La segreteria vi dà la forma che quella persona usa davvero, e non sempre coincidono. Una ministra può volere il titolo al femminile, un’altra pretende il maschile, e tutte e due hanno le loro ragioni.
Una decina di giorni prima della visita chiediamo per iscritto:
- come rivolgersi a lui o a lei a voce, al primo saluto e dopo;
- cosa scrivere sulla busta e cosa sul segnaposto;
- se viene il coniuge, e come va chiamato;
- come si pronuncia il nome. Chiedetelo anche quando siete sicuri: un cognome inglese come Cholmondeley si pronuncia “Ciàmli”, e nessuno lo indovina al primo colpo.
La risposta finisce nel House Book, con la data e il nome di chi l’ha data. La volta dopo nessuno deve più chiedere, e soprattutto nessuno deve tirare a indovinare.
Come rivolgersi a un ambasciatore
Gli ambasciatori sono gli ospiti su cui ci fanno più domande, se non altro perché vengono a cena più spesso dei duchi. Il punto di partenza è internazionale: l’ambasciatore rappresenta un capo di Stato e ha diritto al trattamento di Eccellenza. In pratica “Eccellenza” si dice una volta, al saluto, poi la conversazione passa a “Ambasciatore” o al cognome. Il manuale britannico Debrett’s lo scrive chiaro: “Your Excellency” va detto almeno una volta, poi si passa a “Sir” o “Ma’am”, oppure al nome. Per iscritto, una lettera formale si apre con “Eccellenza,” e una lettera più cordiale con “Gentile Ambasciatore,”.
Alcuni dettagli fanno inciampare anche chi è abituato.
- Il titolo vale nel Paese di accreditamento. Un ambasciatore britannico è “His Excellency” solo nel Paese in cui è accreditato, e non nel Regno Unito. A cena sul lago di Como è Eccellenza; a casa sua, nel Kent, torna a essere il signor Tal dei Tali.
- Una donna è “Ambasciatore”. La Lista diplomatica della Farnesina scrive “S.E. Sig.ra”, poi il nome e “Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario”, al maschile. Un tempo, nell’uso mondano, l’ambasciatrice era la moglie dell’ambasciatore; oggi la parola si sente anche per le donne capo missione, ma il documento ufficiale resta al maschile. Anche Debrett’s, in inglese, esclude “ambassadress”.
- Il coniuge non ha titoli. Il marito o la moglie dell’ambasciatore è il signore o la signora, senza Eccellenza. Debrett’s precisa che al marito di un’ambasciatrice non spetta alcun trattamento.
- Il nunzio ha due cappelli. Il rappresentante del Papa è arcivescovo e capo missione insieme. Nella Lista diplomatica italiana compare per primo, prima di tutti gli ambasciatori, come “S.E. Rev.ma Mons.”. “Eccellenza” va bene per entrambi i ruoli.
La Svizzera è più sobria. La guida al protocollo dell’Esercito svizzero sulle forme di cortesia scrive a un ambasciatore straniero “Sehr geehrter Herr Botschafter”, cioè “Egregio signor Ambasciatore”, e la parola “Exzellenz” non la usa nemmeno. Gli americani dicono “Mr Ambassador” o “Madam Ambassador”. Ognuno ha ragione a casa propria. Al personale insegniamo comunque “Eccellenza” per ogni ambasciatore: nessuno se n’è mai offeso.
| Dove | Al saluto | Dopo | Apertura della lettera | Sulla busta |
|---|---|---|---|---|
| Italia | Eccellenza, oppure Signor Ambasciatore | Ambasciatore | Eccellenza, / Gentile Ambasciatore, | A Sua Eccellenza il Signor / la Signora [nome], Ambasciatore di [Paese] |
| Regno Unito (Debrett’s) | Your Excellency | Ambassador, Sir o Ma’am, o il nome | Your Excellency (formale); Dear Ambassador (sociale) | His/Her Excellency The Ambassador of [Paese] |
| Svizzera tedesca | Herr Botschafter / Frau Botschafterin | Lo stesso, o il nome | Sehr geehrter Herr Botschafter / Sehr geehrte Frau Botschafterin | Herr Botschafter / Frau Botschafterin, nome, ambasciata |
| Stati Uniti (uso comune) | Mr Ambassador / Madam Ambassador | Ambassador, o il nome | Dear Mr Ambassador / Dear Madam Ambassador | His/Her Excellency [nome], Ambassador of [Paese] |
Dall'Academy
Ricevere in casa un ambasciatore, un ministro o un cardinale, perché l'ospite si accorga della casa e non dell'organizzazione.
Vedete la guida: Il libro del protocolloEccellenza, Onorevole, Dottore: i titoli italiani
Lo Stato italiano ha abolito sulla carta buona parte dei suoi titoli di cortesia e ne ha conservati parecchi nella conversazione. Il Presidente della Repubblica è “Signor Presidente”, e “Presidente” sono, a voce, anche i presidenti delle Camere e il Presidente del Consiglio. Un ministro è “Signor Ministro” o semplicemente “Ministro”. I deputati sono “Onorevole”, che però, come ha ricordato il Post, non è previsto da nessuna legge: è una consuetudine ereditata dal Senato del Regno di Sardegna nato con lo Statuto Albertino. Senatori e senatrici sono “Senatore” e “Senatrice”.
Sull’uso di Eccellenza in Italia conviene fermarsi un momento, perché è il caso più scivoloso. Un regio decreto del 1927 lo aveva istituito per le più alte cariche dello Stato; un decreto del 1945 ne dispose la cessazione, ma non fu mai convertito in legge. Nei fatti lo si usa ancora molto per i prefetti e per i magistrati della Cassazione, e non usarlo non è comunque un errore. Ambasciatori e vescovi lo conservano per ragioni loro, diplomatiche ed ecclesiastiche.
Poi ci sono i titoli professionali, che gli ospiti stranieri trovano curiosi per un giorno e poi adottano. Il laureato è “Dottore” o “Dottoressa”, l’avvocato è “Avvocato” e l’ingegnere “Ingegnere”, anche a tavola. L’ospite presentato il venerdì come “l’avvocato” resta “Avvocato” per il personale fino alla domenica sera. Sul femminile l’uso non è stabile: c’è chi vuole “la ministra” o “la sindaca” e chi insiste sul maschile. Anche qui, si chiede.
E la nobiltà? La Costituzione è netta: “I titoli nobiliari non sono riconosciuti”, e i predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del nome. Nella vita sociale molte famiglie li usano ancora. Se un ospite viene presentato come “il conte”, per il personale sarà “Signor Conte” per tutto il soggiorno, e nessuno vi chiederà di verificare un albo.
Quando alla stessa cena arrivano più cariche pubbliche, l’Italia ha regole scritte sulle precedenze: un decreto del Presidente del Consiglio del 14 aprile 2006, modificato nel 2008. Una casa privata non è tenuta a rispettarlo, ma se vengono un prefetto e un presidente di Regione, quel decreto risolve la disposizione dei posti prima che qualcuno si offenda.
In Svizzera, niente Eccellenze
La Confederazione fa a meno dell’Eccellenza per le proprie cariche. Un consigliere federale è “Herr Bundesrat” o “Frau Bundesrätin” in tedesco, “Monsieur le Conseiller fédéral” o “Madame la Conseillère fédérale” in francese, “Signor Consigliere federale” o “Signora Consigliera federale” in italiano. Nella guida dell’Esercito la lettera si apre con “Sehr geehrter Herr Bundesrat”; in italiano si scrive “Egregio signor Consigliere federale”. La presidenza della Confederazione ruota ogni anno tra i sette consiglieri: chi quest’anno è “Signor Presidente della Confederazione” a gennaio torna a essere “Signor Consigliere federale”. Nei cantoni, i membri del governo sono “Herr Regierungsrat” nella Svizzera tedesca, “Monsieur le Conseiller d’État” a Ginevra o nel Vaud e “Signor Consigliere di Stato” in Ticino. Il capo di un comune tedescofono è “Herr Gemeindepräsident”; a Lugano si dice “Signor Sindaco”.
Il nuovo Regolamento sul protocollo della Confederazione, in vigore dal 15 giugno 2026, riguarda gli eventi ufficiali e non le cene private. Dice però che quando il corpo diplomatico invita un membro del Consiglio federale a un pranzo o a una cena in suo onore, l’invito passa dal Protocollo. Una casa privata non è un’ambasciata, ma farà bene a seguire lo stesso principio e a passare dalla segreteria.
| Carica | A voce | Apertura della lettera |
|---|---|---|
| Presidente della Repubblica | Signor Presidente | Signor Presidente, |
| Ministro | Signor Ministro, Ministro | Signor Ministro, |
| Deputato / senatore | Onorevole / Senatore, Senatrice | Onorevole, / Gentile Senatore, |
| Prefetto | Eccellenza, oppure Signor Prefetto | Signor Prefetto, |
| Sindaco | Signor Sindaco | Signor Sindaco, |
| Consigliere federale svizzero | Signor Consigliere federale; Herr Bundesrat; Monsieur le Conseiller fédéral | Egregio signor Consigliere federale, / Sehr geehrter Herr Bundesrat |
| Consigliere di Stato (Ticino), Regierungsrat, Conseiller d’État | Signor Consigliere di Stato; Herr Regierungsrat; Monsieur le Conseiller d’État | Egregio signor Consigliere di Stato, / Sehr geehrter Herr Regierungsrat |
Reali e pari del Regno Unito
Con un ospite britannico si parla quasi sempre inglese, quindi servono le forme inglesi. Quelle della Casa Reale sono più semplici di quanto si creda. Al Re ci si rivolge la prima volta con “Your Majesty” e poi con “Sir”. Alla Regina con “Your Majesty” e poi “Ma’am”, con la “a” breve, come in “jam”, senza allungarla. Gli altri membri della famiglia reale sono “Your Royal Highness” al primo saluto, poi “Sir” o “Ma’am”. Gli uomini fanno un piccolo inchino con il capo, le donne una breve riverenza, e c’è chi si limita a stringere la mano. La Casa Reale scrive testualmente che non esistono codici di comportamento obbligatori. Gli ospiti scelgono; il personale, che ospite non è, usa le forme tradizionali. Se qualcuno parla italiano, “Maestà” e “Altezza Reale” vanno benissimo.
Le lettere fanno meno paura della loro fama. Per una lettera formale al Re, la Casa Reale suggerisce di aprire con “Sir” e chiudere con “I have the honour to be, Sir, Your Majesty’s humble and obedient servant”, aggiungendo subito che non è affatto obbligatorio. Per gli altri membri della famiglia si scrive ai loro uffici privati, che sono anche quelli con cui si organizza una visita.
Con i pari ci si sbaglia più spesso, perché la forma parlata e quella scritta non coincidono. Sulla busta un duca è “The Duke of” seguito dal nome del ducato. In conversazione Debrett’s propone “Good morning, Duke”, ed è così che lo chiamano i suoi pari. “Your Grace” è la forma formale, quella che usa il personale. Le guide americane, come quella di Robert Hickey, indicano “Your Grace” per tutti: due ospiti, uno inglese e uno americano, possono sembrare invitati a due cene diverse. Marchesi, conti, visconti e baroni sono tutti “Lord” seguito dal titolo, e le mogli “Lady”; “Earl” e “Baroness” restano per le buste e gli elenchi ufficiali. Fanno eccezione le baronesse a vita che preferiscono “Baroness”, e Debrett’s, pur ritenendolo tecnicamente scorretto, chiede di rispettarle. Cavalieri e dame vogliono il nome di battesimo: “Sir John”, “Dame Maggie”, mai “Sir Smith”.
| Ospite | Al saluto | Dopo | Apertura della lettera | Sulla busta |
|---|---|---|---|---|
| Il Re | Your Majesty (Maestà) | Sir | Sir | His Majesty The King |
| La Regina | Your Majesty (Maestà) | Ma’am (come “jam”) | Madam | Her Majesty The Queen |
| Principe, principessa | Your Royal Highness (Altezza Reale) | Sir / Ma’am | Sir / Madam | His/Her Royal Highness The Prince/Princess [titolo] |
| Duca, duchessa | Duke / Duchess; Your Grace (personale) | Lo stesso | Dear Duke / Dear Duchess | The Duke / Duchess of [luogo] |
| Marchese, conte, visconte, barone | Lord [titolo] | Lord [titolo] | Dear Lord [titolo] | The Earl of [luogo]; The Lord [titolo] per un barone |
| Cavaliere, dama | Sir John / Dame Mary | Lo stesso | Dear Sir John / Dear Dame Mary | Sir John Smith / Dame Mary Smith |
Come rivolgersi a un cardinale, a un vescovo, a un sacerdote
La Chiesa ha messo ordine nei propri titoli nel 1969, con l’Istruzione della Segreteria di Stato sulle vesti, i titoli e gli stemmi dei cardinali, dei vescovi e dei prelati minori. Ai cardinali spetta “Eminenza”, ai vescovi “Eccellenza”, con l’aggiunta facoltativa di “Reverendissima”. Rivolgendosi direttamente a loro, l’Istruzione indica “Signor Cardinale” e “Monsignore”. Sopra questa base, ogni Paese ha conservato le sue abitudini: nel Regno Unito e in Irlanda si sente ancora “My Lord” per un vescovo e “Your Grace” per un arcivescovo.
In Italia il sacerdote diocesano è “Don” seguito dal nome di battesimo, Don Paolo, mentre il religioso di un ordine è di solito “Padre”. Una suora è “Suor” con il nome, e la superiora spesso “Madre”. Per il Papa, a voce, “Santità” o “Santo Padre”; la lettera si apre tradizionalmente con “Beatissimo Padre”.
| Ospite | A voce | Apertura della lettera | Sulla busta |
|---|---|---|---|
| Il Papa | Santità, Santo Padre | Beatissimo Padre, | A Sua Santità Papa [nome] |
| Cardinale | Eminenza; Signor Cardinale | Eminenza Reverendissima, | A Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale [nome e cognome] |
| Arcivescovo, vescovo | Eccellenza; Monsignore | Eccellenza Reverendissima, | A Sua Eccellenza Reverendissima Mons. [nome e cognome], Vescovo di [diocesi] |
| Nunzio apostolico | Eccellenza | Eccellenza Reverendissima, | A S.E. Rev.ma Mons. [nome e cognome], Nunzio Apostolico |
| Monsignore | Monsignore | Reverendissimo Monsignore, | Al Rev.mo Mons. [nome e cognome] |
| Sacerdote | Don [nome]; Padre (religiosi) | Reverendo Don [nome], / Caro Don [nome], | Al Rev.do Don [nome e cognome] |
In inglese le stesse figure diventano “Your Holiness”, “Your Eminence”, “Your Excellency” e “Father”. Se avete ospiti delle due lingue, scrivete entrambe le forme sulla scheda del personale.
Segnaposto, buste e presentazioni
La carta perdona meno della voce: un errore all’ingresso è dimenticato al primo piatto, una busta sbagliata resta sulla scrivania per una settimana. Debrett’s fa una distinzione utile. Sul cartoncino d’invito nomi e titoli vanno per esteso, ma senza le sigle delle onorificenze; sulla busta l’ospite riceve il titolo professionale completo e le onorificenze. Sulla busta di un invito a un evento ufficiale, invece, l’ospite è indicato con la carica e i prefissi come “His Grace” e “His Excellency” si omettono, tranne “The Rt Hon” per i membri del Privy Council.
I segnaposto di una casa privata sono più brevi. Scriviamo la forma che usereste parlando dell’ospite con un terzo: “L’Ambasciatore di Norvegia”, “Il Cardinale Rossi”, “Lord Aldford”, “Signora Bianchi”. Il coniuge ha il suo cartoncino con il suo nome. “Eccellenza” su un segnaposto mai: fa l’effetto di un menu che annuncia quanto è costato il vino. Dove va ogni cartoncino sulla tavola lo trovate in come apparecchiare la tavola.
Per le presentazioni vale una regola antica: si presenta la persona meno importante a quella più importante, e il titolo si dice una volta sola. “Eccellenza, posso presentarle la signora Bianchi, che ha restaurato gli affreschi della biblioteca?” La seconda metà della frase conta quanto la prima, perché dà a due sconosciuti qualcosa di cui parlare.
Sulla scheda dell’ospite che consegniamo al personale scriviamo la forma a voce, la pronuncia e il nome del coniuge. Il personale mantiene la forma di cortesia per tutta la visita, anche dopo che l’ospite ha detto “ma mi chiami pure Carlo”. L’ospite è gentile; il personale sta lavorando.
Quando i manuali non sono d’accordo
Succede più spesso di quanto il loro tono lasci credere. Debrett’s fa chiamare il duca “Duke” dai suoi pari, la guida americana di Hickey fa dire a tutti “Your Grace”. L’Istruzione del 1969 dà “Eccellenza” ai vescovi di tutto il mondo, mentre inglesi e irlandesi tengono “My Lord”. L’Italia ha disposto la fine dell’Eccellenza nel 1945 e continua a usarla per i prefetti, e sul femminile dei titoli decide la persona interessata. Quando i manuali non concordano seguiamo la segreteria dell’ospite. Se la segreteria non ha preferenze, usiamo la forma più formale sulla carta e quella più calda a voce.
Le forme che usiamo più spesso stanno nella nostra scheda di una pagina sulle forme di cortesia, da scaricare gratis e tenere nel cassetto della consolle d’ingresso. Il sistema completo, con precedenze, inviti, disposizione dei posti e la scheda ospite per il personale, è nel Libro del protocollo. Se si avvicina una visita e volete che il personale sia preparato da chi l’ha già fatto, rientra nella nostra consulenza per la gestione della casa. Le forme di cortesia sono solo il primo minuto di una visita: il resto è in come accogliere un ospite VIP in casa, e quando tutti sono seduti entrano in gioco le regole del galateo a tavola.
Domande
Come ci si rivolge a un ambasciatore?
Si dice "Eccellenza" una volta, al primo saluto, poi si passa a "Ambasciatore" o al cognome. Una lettera formale si apre con "Eccellenza,", una più cordiale con "Gentile Ambasciatore,". Il titolo vale nel Paese di accreditamento: un ambasciatore britannico è "His Excellency" solo nel Paese in cui è accreditato.
Come ci si rivolge a un cardinale o a un vescovo?
Al cardinale "Eminenza", in italiano anche "Signor Cardinale"; al vescovo "Eccellenza" o "Monsignore". Per iscritto il cardinale è "Sua Eminenza Reverendissima", il vescovo "Sua Eccellenza Reverendissima Mons.", seguiti dal nome.
Che cosa si scrive sul segnaposto?
La forma che usereste parlando dell'ospite con qualcun altro: "Lord Aldford", "L'Ambasciatore di Norvegia", "Il Cardinale Rossi", "Signora Bianchi". Il coniuge ha il suo segnaposto con il proprio nome, e "Eccellenza" sul segnaposto non va mai.
Scriviamo il Journal dal nostro lavoro nelle case private in Italia e in Svizzera. Ogni casa ha le sue regole: prendete ciò che si adatta alla vostra e chiedeteci il resto.
Liorènne House
Possiamo preparare la visita con il vostro personale ed essere in casa il giorno stesso, con uno di noi in prima persona.
Fonti
- The Royal Household, Greeting a member of the Royal Family
- The Royal Household, Contact: writing to The King
- Debrett’s, Forms of address: gradi e servizio diplomatico
- Debrett’s, The trouble with titles
- Debrett’s, Addressing invitations
- Robert Hickey, Honor & Respect: how to address a duke or duchess
- Ministero degli Affari Esteri, Cerimoniale Diplomatico della Repubblica, Lista diplomatica (14 agosto 2026)
- Il Post, “Sua Amplissima Eccellenza Imperiale” (15 febbraio 2016)
- Costituzione della Repubblica Italiana, disposizione transitoria e finale XIV
- Presidenza del Consiglio dei Ministri, disposizioni generali in materia di cerimoniale e precedenze (DPCM 14 aprile 2006 e 16 aprile 2008, testo coordinato)
- Esercito svizzero, Leitfaden Militärprotokoll: Anrede von Persönlichkeiten (1° aprile 2021)
- Dipartimento federale degli affari esteri, Regolamento sul protocollo della Confederazione Svizzera (2026)
- Segreteria di Stato, Istruzione sulle vesti, i titoli e gli stemmi dei cardinali, dei vescovi e dei prelati minori (31 marzo 1969), edizione inglese
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